Hai donato in vita. Cosa succede ora al tuo patrimonio quando non ci sei più?
Data pubblicazione: 19 giugno 2026
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Per anni, chi aveva scelto di trasferire parte del proprio patrimonio ai figli attraverso donazioni si trovava di fronte a una sorpresa sgradevole al momento della successione: quelle donazioni tornavano in gioco, erodendo le franchigie e aumentando il carico fiscale sugli eredi. Era il meccanismo del coacervo successorio. Dal 1° gennaio 2025, questo istituto non esiste più.
Cosa era il coacervo e perché creava problemi.
Il termine coacervo indica, letteralmente, un cumulo. In ambito successorio, era il meccanismo che imponeva di sommare il valore delle donazioni già effettuate in vita (donatum) ai beni lasciati al momento della morte (relictum), per calcolare l’imposta complessiva di successione.
Il risultato pratico era che chi aveva già donato beni ai propri figli o al coniuge vedeva le franchigie erose da queste donazioni passate.
La franchigia attuale per figli e coniuge è di un milione di euro per beneficiario: se un genitore aveva donato 800.000 € a un figlio anni prima, alla sua morte quel figlio avrebbe potuto beneficiare solo dei 200.000 € di franchigia residua — con conseguente tassazione sul resto dell’eredità. Una logica che penalizzava chi aveva scelto di organizzare per tempo il passaggio generazionale, spesso per ragioni di tutela familiare o continuità d’impresa.
La storia di Giovanni — e di una sorpresa che nessuno aveva previsto
Era il marzo 2019. Giovanni, imprenditore lombardo titolare di una piccola azienda di famiglia, decide — con la lucidità di chi ha sempre gestito le cose per tempo — di donare 700.000 € a sua figlia Elena, per aiutarla ad acquistare una casa e avviare un’attività in proprio. Un atto d’amore. Ma anche un primo passo verso il passaggio generazionale.
Nel novembre 2023, Giovanni muore. Lascia alla figlia altri 600.000 € tra immobili e liquidità. Quello che Elena non si aspettava era la telefonata del commercialista: con il vecchio sistema del coacervo, le due cifre si sommavano. Donazione (700.000 €, marzo 2019) più eredità (600.000 €, novembre 2023) facevano 1.300.000 €. La franchigia di un milione era già in parte consumata, e i 300.000 € eccedenti erano soggetti a imposta. Una cifra che Elena non aveva messo in conto — e che arrivava in un momento già emotivamente difficile.
Se Giovanni fosse scomparso dopo il 1° gennaio 2025, quella storia avrebbe avuto un finale completamente diverso.
Prima del 1° gennaio 2025 - Donazione 700.000 € (marzo 2019) + Eredità 600.000 € (novembre 2023) = 1.300.000 € cumulati. Franchigia già erosa: imposta dovuta sulla parte eccedente. Imposta su € 300.000
Dal 1° gennaio 2025 - La donazione resta nel passato. L’eredità di 600.000 € si calcola in modo autonomo: franchigia di 1.000.000 € piena e disponibile.
Nessuna imposta

Il cambiamento: cosa dice la norma aggiornata
Il coacervo successorio è stato abolito per legge con il D.lgs. n. 139 del 18 settembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 2 ottobre 2024, con effetto dal 1° gennaio 2025. La norma ha abrogato espressamente il comma 4 dell’art. 8 del Testo Unico sulle Successioni e Donazioni (D.lgs. 346/1990). Non si tratta di una decisione improvvisa. La Circolare n. 29/E del 19 ottobre 2023 dell’Agenzia delle Entrate aveva già riconosciuto l’inapplicabilità del coacervo successorio, allineandosi alle pronunce della Corte di Cassazione (sent. n. 24940/2016, n. 758/2019). Il legislatore ha semplicemente — e finalmente — messo per iscritto ciò che la giurisprudenza sosteneva da anni.
Il risultato concreto: all’apertura della successione, eredi e legatari che abbiano già ricevuto donazioni in vita dal defunto potranno fruire integralmente delle franchigie previste dalla legge, senza alcuna decurtazione legata alle donazioni precedenti.
Una distinzione importante: il coacervo donativo resta
Attenzione a non confondere i due piani. Il coacervo rimane in vigore esclusivamente per le donazioni tra vivi, ai fini del calcolo delle franchigie relative all’imposta di donazione, regolato dall’art. 57 del D.lgs. 346/1990 nel testo aggiornato dal D.lgs. 139/2024.
Se si effettuano più donazioni nel tempo allo stesso beneficiario, queste continuano a cumularsi tra loro per verificare se la franchigia è già stata utilizzata. La pianificazione delle donazioni richiede quindi attenzione e visione d’insieme, anche in questo nuovo quadro normativo.
Cosa cambia, in concreto, per famiglie e imprenditori
Il cambiamento apre scenari nuovi e più favorevoli per chi gestisce patrimoni rilevanti:
- Chi ha già effettuato donazioni in passato può rivedere il proprio assetto successorio sapendo che quelle donazioni non peseranno più al momento della successione.
- Chi sta pianificando oggi il passaggio generazionale può farlo con maggiore libertà, senza il timore che le scelte di oggi compromettano i benefici fiscali di domani.
- L’abolizione semplifica la gestione delle successioni e amplia la possibilità di beneficiare delle franchigie senza penalizzazioni derivanti da precedenti donazioni.
- Le donazioni precedenti rimangono comunque rilevanti per altri aspetti del diritto civile successorio — in particolare per la tutela dei diritti degli eredi legittimari.
Quanto vale il raddoppio delle franchigie? Uno schema generazionale
Uno degli effetti più significativi della riforma è la possibilità di moltiplicare le franchigie lungo le generazioni. Ogni beneficiario in linea retta — incluso il coniuge — ha diritto a una franchigia autonoma sia per le donazioni ricevute in vita, sia per i beni ereditati alla morte del donante. Le due franchigie non si sommano più: sono distinte e indipendenti.
Consideriamo una famiglia composta da marito, moglie, 2 figli e 2 nipoti. Ciascun coniuge ha un proprio patrimonio personale. Vediamo quante franchigie possono essere attivate in totale, combinando donazioni e successioni su entrambi i patrimoni. 


Nota: i valori numerici sono puramente esemplificativi. Le franchigie si riferiscono all’imposta su successioni e donazioni (art. 7, D.lgs. 346/1990, come modificato dal D.lgs. 139/2024). Non sono considerati altri tributi eventualmente applicabili (es. imposte ipotecarie e catastali). Ogni situazione patrimoniale richiede una valutazione specifica.
Un vantaggio che il tempo non può togliere
C’è un aspetto della donazione che va oltre il risparmio immediato, e che spesso viene sottovalutato: chi dona oggi acquisisce una certezza normativa. L’atto viene tassato — o esentato — secondo le regole vigenti al momento della firma.
Eventuali modifiche normative future non possono retroagire su ciò che è già stato trasferito. Il dibattito sulla fiscalità del patrimonio in Italia è periodicamente aperto. Le aliquote, le franchigie, i criteri di valutazione degli immobili: sono tutti elementi che nel tempo possono cambiare, in una direzione o nell’altra. Chi pianifica oggi — con strumenti giuridici appropriati — cristallizza il regime fiscale favorevole attuale, indipendentemente da ciò che accadrà in futuro.
Il principio della cristallizzazione - Una donazione perfezionata oggi con le franchigie attuali (1.000.000 € per coniuge e parenti in linea retta) non sarà colpita da eventuali modifiche normative future.Il regime fiscale applicato è quello del giorno dell’atto. Chi agisce con consapevolezza oggi non dipende dalle scelte del legislatore di domani.

Un momento per fare il punto
La storia di Giovanni ed Elena non è un caso raro. È la storia di molte famiglie italiane che hanno fatto scelte patrimoniali nel tempo — spesso sagge — senza poter prevedere come sarebbero state trattate fiscalmente in futuro. Oggi le regole sono cambiate in meglio. Ma questo non significa che non ci sia nulla da rivedere o da ottimizzare.
Se hai già effettuato donazioni, se stai pensando a come strutturare il passaggio del tuo patrimonio tra generazioni, o semplicemente se non hai mai fatto il punto su come si incastrano donazioni, eredità e franchigie nel tuo caso specifico — questo è il momento giusto per farlo.
Valutare oggi questi aspetti, con il supporto di professionisti qualificati, può evitare sorprese future e trasformare una norma favorevole in un’opportunità concreta per la tua famiglia.
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